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Sarò il tuo specchio_Interviste ad Andy Warhol

Probabilmente non c’è una personalità del mondo della cultura che sia stata intervistata spesso quanto Andy Warhol, la cui immagine è perennemente associata ai media.

Questo libro presenta Warhol in tutte le sue dimensioni nell’arco dei venticinque anni in cui è stato sotto i riflettori, focalizzando l’attenzione su ogni campo della sua vasta opera e della sua esistenza vorace.

 

Andy Warhol parla in queste interviste di volta in volta nel suo ruolo di pittore, cineasta, editore, promotore, interprete, autore di stampe, fotografo e videasta; ma esprime anche le sue opinioni su altri artisti, rivela i suoi sentimenti per New York o spiega come percepisce il suo essere cattolico, fino a coinvolgere l’interlocutore nell’esperienza più che quotidiana dello shopping.

“Questa raccolta di interviste, quasi tutte inedite in italiano, offre una clamorosa smentita dei luoghi comuni che hanno messo in ombra il genio dell’artista e la forza singolare della sua opera.
Provocante, manipolatore, al tempo stesso indifferente e appassionato, sconclusionato e lucido, il dandy Warhol vi si rivela di un’intelligenza sconcertante. Che parli di pittura, cinema, moda, sesso, superstar, o della mediocrità della vita americana, non perde mai di vista le esigenze della propria arte.
Capace di mostrare tutto, e di celare tutto, tanto nelle immagini quanto nei discorsi più superficiali, è stato lo specchio impietoso di un’epoca frivola e seria, assillata dalla bellezza e dalla morte: l’esattezza ogni giorno più vera della sua diagnosi dimostra che Warhol, l’ultimo artista mito del Ventesimo secolo, è esattamente quel filosofo di cui aveva con ironia assunto la posa.” (Alain Cueff)

Mucca Pazza impazza. Damien Hirst s’incazza.

Apprendo or ora il bel da fare che ha avuto il Direttore del Mori Art Museum, Fumio Nanjo a convincere i doganieri che l’opera del Bad Boy Damien Hirst non era semplice carne da carne da macello proveniente dall’Inghilterra.

“Mother and child, Divided”, la famosa vasca di formaldeide contenenti una mucca e un vitello sezionati, è stata infatti bloccata alla dogana giapponese perchè ancora vigente il blocco delle carni da esportazione dopo la questione Mucca Pazza.

In dogana volevano distruggere la carne ( e quindi l’opera) dato che ritenevano fosse destinata alla tavola.

Il risultato è stato fatale per l’opera che, coinvolta nelle peripezie del caso, ha iniziato a decomporsi.

Pare che al museo abbiano dovuto installare un apposito impianto per disperdere le esalazioni della formaldeide…

Immagino la faccia del tanto discusso artista…