Solouncorpo

Voce marcata come ‘artista’

L’amaro in bocca

Aprile 14, 2008 · 4 Commenti

 

 

 

 

 “La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, l’uomo, come un piccolo dio, premia chi  ha  fiducia in lui”.

 
Lascia l’amaro in bocca questa triste vicenda. Violentata ed uccisa Giuseppina Pasqualino, in arte Pippa Bacca.

Aveva deciso di dare fiducia all’uomo. Voleva portare un messaggio di pace. In due erano partite, ma una sola è rimasta.

“Il nostro sogno – raccontava Pippa – è di percorrere in autostop quei paesi che sono stati sconvolti da guerre recenti e non sempre completamente sedate, un viaggio un po’ ardito, lo so, quello di due bellissime spose vestite per un matrimonio. Un matrimonio che forse è già avvenuto e che forse non avverrà, o che forse è rappresentato dal viaggio stesso”.

Il mio pensiero a tutti i suoi affetti, amici e parenti.

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Tra arte e suicidio – un appello di Stefano Totaro

Aprile 9, 2008 · 4 Commenti

Oggi lascio dello spazio ad un appello:

 

Ciao a tutti!

…volevo invitarvi a compilare il mio questionario riguardante opinioni e credenze sul fenomeno suicidario nel nostro Paese, che ho stilato in vista del mio progetto di tesi specialistica in Psicologia!
Il seguente prende in considerazione anche il suicidio nel campo artistico!
il questionario e’ accessibile al link 

 www.imitandodidone.altervista.org

Inutile dire che più persone faranno questo questionario più la ricerca potrà dirsi esaustiva e fruttuosa. Sarebbe bene diffondere la notizia il più possibile fra i propri conoscenti. Se avete voglia e spazio potreste pubblicare la notizia sui vostri siti web o mandarla in mailing list.

Stefano Totaro

 

 

Da un album di hummyhummy - "Suicidio a Pennarello"

 

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Che “Navidad” sia vivo e vegeto? Almeno la domanda io me la porrei.

Aprile 6, 2008 · 16 Commenti

Proprio poco fa mi sono imbattuta in una notizia, per la verità vecchia di qualche mese, secondo cui Guillermo Habacuc Vargas, artista cinquantenne del Costa Rica, avrebbe (per finta o per davvero) fatto morire di fame  un cane nella sua ormai tristemente nota performance “Eres lo que lees” (“Sei quello che leggi”). 

Il mio “viaggio” parte da quando approdo ad una pagina strana nel senso che un Blog CHIUSO da mesi si trovi nelle condizioni di fare un appello di “cessate il fuoco” sull’argomento in maniera piuttosto… frustrata. Mi incuriosisco, e mi rendo subito conto che le incerte sorti di quel cane (Navidad) aveva scosso un bel maremoto. 
Per capirci provate a cercare Guillermo Habacuc Vargas o Eres lo que lees su Google e ve ne renderete conto anche voi (Diventa una ricerca al tesoro anche solo cercare la biografia dell’artista!

Premesso che non posso sapere come siano andate le cose, qualcosa però mi dice che “Il Disinformatico” ci abbia visto giusto:

Come ben sappiamo, qualsiasi storia di maltrattamento di animali, vera o falsa, fa perdere il lume della ragione a tanta gente e risveglia nei giornalisti la voglia di scoop che riempie intere pagine con poca fatica. La voglia di credere al luogo comune dell’artista moderno incomprensibile e insensibile, combinata col fatto che gli avvenimenti hanno avuto luogo in un paese lontano e “primitivo”, ha fatto il resto. In sintesi, la storia funziona perché gioca sui nostri luoghi comuni: gli artisti moderni sono indecifrabili e farebbero qualsiasi cosa in nome della cosiddetta “arte”; i visitatori di queste mostre sono snob insensibili; i paesi latinoamericani sono rozzi e primitivi; la gente è crudele con gli animali e nessuno fa nulla per fermarli. Ma paradossalmente funziona anche su un altro livello: ha dimostrato pienamente la tesi di Vargas, ossia che la gente è ipocrita. Con pochissime, nobili eccezioni, s’indigna e si mobilita per un animale messo in mostra a morire (apparentemente) di stenti, mentre fa finta di nulla quando incrocia la stessa creatura per strada.”

 

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