Solouncorpo

Din-Ink – una buona ragione per smangiucchiarsi il tappo di una penna.

Giugno 15, 2008 · 2 Commenti

Brutto vizio  l’abitudine di smangiucchiarsi il tappo della penna a scuola come sul lavoro.

Ricordo che alle elementari il mio maestro mi rimproverava sempre (segno di insicurezza – un po’ com e mangiarsi le unghie). 

Din-ink è il progetto vincitore del Macef Design Award 2008 dal tema Dining in 2015.

Si tratta di un set di tappi adattabili alle piu comuni biro che trasformeranno la tue penne in cucchiaio, coltello e forchetta per pranzi come dire… alternativi! 

Autori di questo progetto quattro giovani designer Italiani: Andrea CingoliPaolo Emilio BellisarioCristian Cellini e Francesca Fontana, uniti sotto il nome di Zo-loft.

Considerate poi che sono realizzati con risorse biodegradabili, come amido naturale e fibre atossiche… via libera allo smangiucchio!

Fonti: Officina CreativaMukkamu

 

 

Categorie: Acquisto diverso · design
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2 risposte finora ↓

  • swim // Giugno 16, 2008 a 3:04 pm

    ne avrei bisogno per la pausapranzo in ufficio…

  • ing.marucci // Dicembre 19, 2008 a 11:45 am

    Plastica biodegradabile: dal mercato di nicchia a quello di massa, il passo è breve.

    Il progresso industriale ed economico del nostro pianeta deve avere obiettivi riscontri di sostenibilità e senza pregiudizio per l’ambiente. In questa direzione, senza affermare niente di nuovo, l’industria plastica nel suo complesso – quella petrolchimica, i costruttori di macchinari per la trasformazione e gli stessi utilizzatori – si è impegnata (anche e soprattutto, forse, economicamente) negli ultimi anni per studiare formule e processi di sempre minor ridotto impatto ambientale. Gli studi sul campo, l’eco-bilancio ecc. sono entrati a pieno titolo nelle logiche aziendali del settore
    La lavorazione della plastica, dal canto suo, genera emissioni in atmosfera inferiori del 70%, così come il rilascio di acque reflue è inferiore del 96%. Per quanto riguarda l’alternativa dei polimeri biodegradabili non c’è convinzione o predisposizione da parte dell’industria, senza considerare che la relativa produzione e impiego ha degli svantaggi che superano i benefici; l’allusione riguarda soprattutto la contaminazione delle altre materie plastiche presenti nei flussi postconsumo da inviare al riciclaggio e, conseguentemente, i problemi che ricadrebbero sul relativo comparto industriale.
    Grazie alle leggi e ai regolamenti sull’ambiente, oltre che alle richieste dei consumatori di prodotti ecocompatibili, incominciano a diffondersi sul mercato i polimeri biodegradabili. Gli attuali polimeri biodegradabili sono progettati o per degradare biologicamente o per fotodegradare o per degradare chimicamente, a seconda del tipo di ambiente che incontrano dopo l’uso. Idealmente, i percorsi di degradazione dovrebbero sfociare nella bio-conversione del polimero in biossido di carbonio (aerobica) o di biossido di carbonio / metano (anaerobica) e in biomassa. Tuttavia, la totale biodegradabilità può verificarsi solo quando questi materiali sono smaltiti correttamente in un sito di compostaggio (lavorando a temperature di 60-70°C). Le bioplastiche,inoltre, alimentano l’attuale crisi alimentare perché la loro coltivazione sottrae terreni prima destinati alle colture per il consumo umano e pertanto contribuiscono alla crisi globale dei prezzi alimentari.
    La ECM BioFilms Inc è stata fondata nel 1998 per sviluppare e mettere su mercato una nuova tecnologia, che consente ai produttori di manufatti in plastica di offrire prodotti biodegradabili a prezzi davvero competitivi pur avendo le stesse proprietà meccaniche delle plastiche non-degradabili. Questa tecnologia si basa su un additivo che, combinato ad una percentuale minima dell’1% alle resine plastiche tradizionali, rende il prodotto finale completamente biodegradabile pur mantenendo le proprie caratteristiche.
    La tecnologia riguarda un additivo che, combinato in piccole quantità con una qualsiasi resina plastica, rende i prodotti biodegradabili pur mantenendo intatte le proprie caratteristiche meccaniche. Questo additivo è venduto come ECM MasterBatch Pellet, distribuito in esclusiva da ITALCOM.
    La Società ha sviluppato questa tecnologia in modo che la maggior parte dei produttori di manufatti in plastica possono utilizzare tranquillamente l’additivo senza dover modificare i loro attuali metodi di produzione. I prodotti plastici ottenuti presentano le stesse proprietà meccaniche e durata , ma hanno il vantaggio che quando vengono buttati, grazie ai microrganismi, sono in grado di essere metabolizzati in biomassa. Il processo di biodegradazione può avvenire sia in fase aerobica che anaerobica ( per esempio discarica o interramento). La tecnologia della Società si differenzia notevolmente dalle altre tecnologie emergenti nel mercato che rendono le ” plastiche degradabili”, in quanto non tenta di sostituire la formula chimica delle popolari resine plastiche. Il processo della ECM utilizza più composti bio-attivi brevettati, che vengono combinati nel MasterBatch Pellet, che può essere facilmente aggiunto alle resine plastiche utilizzando le tecnologie esistenti. Il processo di biodegradazione inizia con un agente brevettato che, se combinato con calore e umidità, espande la struttura molecolare delle plastiche. In seguito l’agente crea uno spazio all’interno della struttura molecolare della plastica e la combinazione del MasterBatch con i composti bio-attivi attivano una colonia di microrganismi che metabolizzano e neutralizzano la plastica. I più rinomati laboratori di prova sono stati impegnati dalla ECM per stabilire autonomamente la biodegradabilità di film di plastica della ECM Biofilms inc.
    http://www.italcombiodegradabile.com

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