E’ di questi giorni la notizia sparsa dall’ANSA e dai principali telegiornali secondo cui al Museo Virtuale “Living Gallery” di Seul (Corea) le opere esposte parlano ed interagiscono con il pubblico.
Le opere si spiegano, si muovono e parlano. In certi casi è previsto persino che lo spettatore possa interagire con l’opera, ponendole delle domande, ovviamente specifiche.
Il progetto nasce e si realizza principalmente per i bambini e il risultato sembra essere positivo: partecipano divertiti insieme ai compagni di classe durante le gite. (io mi annoiavo tantissimo…).
Ma, mi chiedo, un bambino come fa a sapere i che modo porre le domande? Immagino sia necessaria una certa sintesi concettuale della domanda, ci saranno delle parole chiave da utilizzare, le suggeriscono ai bambini prima di entrare? e il “sistema operativo” della Gioconda è in grado di comprendere bene la scansione delle parole, spesso dette tra i denti, di un bambino???
Personalmente rimango scettica… come sostituire il vero quadro della Gioconda ed una guida “umana” con una immagine virtuale? Diventa tutto freddissimo e “finto”.
Non mi piace tanto l’idea, ma io sono grande…








3 risposte so far ↓
flavia85 // Aprile 10, 2008 a 7:55 pm
L’idea a mio parere è buona. Si sa che nella società contemporanea c’è un incessante bisogno di stupore e questo vi rientra perfettamente. Inoltre questo, come hai detto anche te, va visto come un nuovo strumento didattico che però non potrà di certo sostituirsi ai veri quadri.
Per appassionarsi all’arte “tradizionale” bisogna crescere… intanto ci pensano le tecnologie… Un’ultima cosa: questi esperimenti vanno valutati anche come un punto di partenza per progetti futuri, magari più interessanti anche per gli adulti… speriamo!
solouncorpo // Aprile 10, 2008 a 8:25 pm
@flavia85: io spero con te..
Poveri bambini però, così piccoli e già costretti davanti a un “computerz”… prima dalla maledetta era dei pokemon e poi dalla Gioconda!!
Se non altro la Gioconda qualcosa di buono lo insegna… (i pokemon no).
flavia85 // Aprile 11, 2008 a 9:58 am
sono assolutamente d’accordo. I pokemon sono stati l’inizio della fine…
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